Secondo uno studio condotto da Tim Lenton (University of East Anglia) e altri ricercatori, le previsioni del IPCC circa i possibili effetti del cambiamento climatico sarebbero troppo ottimistiche. Ad esempio il completo scioglimento dei ghiacci della Groenlandia, che secondo l’IPCC potrebbe verificarsi nell’arco dei prossimi 1000 anni, secondo la nuova ricerca potrebbe avvenire entro 300 anni circa. I modelli climatici in uso rischiano di essere troppo lenti, spiega il responsabile dello studio, infatti lo scioglimento dei ghiacci dall’ultima glaciazione è stato molto più rapido di quanto non sarebbe stato dato di prevedere sulla base dei modelli disponibili. Sono otto gli effetti del cambiamento climatico che potrebbero verificarsi entro la fine del secolo: tra essi, la fine della foresta pluviale amazzonica, lo scioglimento dei ghiacci antartici occidentali, la fine della corrente oceanica nota come “circolazione termoalina” che potrebbe interrompere i monsoni indiani e la corrente del Golfo.
Fonte: The Guardian, 16 agosto 2007 http://www.guardian.co.uk/environment/2007/aug/16/climatechange.greenland
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Hans Island, piccolo atollo situato tra la parte Nord di Ellesmere Island e la Groenlandia, potrebbe divenire il fulcro della prima controversia climatica internazionale. Si ritiene infatti che il graduale scioglimento dei ghiacci legato al riscaldamento globale semplificherà l’accesso alle risorse minerarie e petrolifere dell’area artica. Inoltre questo fenomeno dovrebbe favorire la riapertura del celebre passaggio a Nord Ovest, una eventualità di grande rilievo per l’apertura di nuove rotte navali. In seguito alla rivendicazione russa circa la presunta continuità tra la catena montuosa sottomarina del Lomonossov e la Siberia, manovre militari senza precedenti sono state avviate dal governo canadese nella regione e anche i Danesi hanno fatto sapere che rivendicano parte dei fondali. Norvegia e Russia, inoltre, entrambi Paesi firmatari della Convenzione ONU sul diritto del mare, hanno avanzato pretese circa la sovranità sulla piattaforma continentale anche oltre le 200 miglia, un’opzione che va esercitata entro 10 anni dalla ratifica del trattato. Gli USA, che non lo hanno mai ratificato, starebbero velocizzando la procedura, in considerazione del rilevante interesse per l’area in questione.
Fonti: Panorama, 26 luglio 2007, n. 30; Le Figaro on-line, 17 agosto 2007
http://www.lefigaro.fr/international/20070817.WWW000000730_pole_nord_la_contre_attaque_des_occidentaux.html
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