“La porosità delle piante grasse”

Nuova corrente oceanica innalza le temperature globali

Agosto 21, 2007 · Lascia un Commento

L’équipe del professor Ken Ridgway della Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization ha individuato una nuova e rilevante corrente oceanica che svolge un ruolo cruciale nell’innalzamento delle temperature globali. Le masse d’acqua che si spostano dalla Tasmania verso sud corrono a una profondità di circa 800-1000 metri, costituendo un enorme circolo che collega i bacini oceanici indiano, pacifico e atlantico. L’aumento di acqua dolce dovuto allo scioglimento delle calotte polari sta modificando le correnti oceaniche e i loro meccanismi di funzionamento. Il meccanismo di funzionamento di tutte le correnti marine e in  particolare della grande corrente marina globale (“Great Ocean Conveyor Belt”), si basa sulle differenze tra la temperatura e la salinità dell’acqua marina tra zone diverse del pianeta. La temperatura e la salinità di una certa massa d’acqua infatti ne influenzano la densità e quindi anche il peso e la dinamica rispetto alle masse d’acqua circostanti. La nuova corrente oceanica è ancora da analizzare, tuttavia gli imponenti flussi costituiscono un importante elemento nello studio del riscaldamento globale.

Fonte: Il Corriere della Sera Online, 16 Agosto 2007 http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2007/08_Agosto/16/nuova_corrente_marina.shtml

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Modelli climatici: previsioni e incertezze all’ordine del giorno

Agosto 21, 2007 · Lascia un Commento

I decisori politici sono convinti che gli scienziati sappiano molto di più di quanto in effetti è possibile prevedere con i modelli climatici in uso. La comunità scientifica dal canto suo dovrebbe essere più esplicita circa le incertezze implicite nelle previsioni climatiche. Questa l’opinione di Lenny Smith, statistico della London School of Economics (LSE), espressa in occasione di una conferenza organizzata dal British Antarctic Survey a Cambridge. Benché i modelli stiano migliorando nella capacità predittiva, la loro continua confutazione rischia di mettere a repentaglio la credibilità della ricerca scientifica sui cambiamenti climatici, osserva Smith. Occorre pertanto abbandonare la pretesa che essi siano praticamente perfetti.

Fonte: Times on-line, 20 agosto 2007 http://www.timesonline.co.uk/tol/life_and_style/career_and_jobs/public_sector/article2294475.ece    

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